La Federazione italiana degli Amici della bicicletta, che promuove l’uso del mezzo a pedali, individua i percorsi adatti al cicloturismo e dialoga con le pubbliche amministrazioni per suggerire i provvedimenti a favore della mobilità ciclistica, si articola in numerose associazioni sparse sul territorio nazionale. Le associazioni del Nord Ovest, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, nel Convegno di Saluzzo del 2005, constatato il problema dei ciclisti di muoversi in sicurezza sulla rete stradale ordinaria e preso atto della lentezza con cui vengono realizzate le piste ciclabili, la cui progettazione viene gestita prevalentemente dai Comuni e produce spesso esiti di scarsa utilizzazione, scollegati tra loro, propose di individuare una Rete di percorsi ciclabili esistenti sulla viabilità minore e su di questa evidenziare alcuni itinerari prioritari.

La finalità della ricerca, portata avanti con un anno di lavoro grazie all’esperienza acquisita nell’ambito del proprio territorio da ogni associazione, è di portare a conoscenza dei ciclisti la moltitudine di strade secondarie esistenti e di rivolgere alle amministrazioni, Regioni e Province soprattutto, la richiesta di rendere riconoscibili tali percorsi ciclabili con l’apposizione della segnaletica specifica per renderli operativi in tempi brevi e di programmare in seguito gli interventi strutturali necessari per la loro ottimizzazione.

Il risultato politico di tale operazione non è solo a vantaggio della pur vasta categoria dei pedalatori, ma tende anche alla riqualificazione dell’ambiente con la tutela delle risorse naturali e la valorizzazione dei beni culturali, soprattutto quelli minori e poco conosciuti. Ne conseguirebbe inoltre una crescita economica non indifferente, generata dai servizi di accoglienza e di ospitalità, come gli esempi dei grandi itinerari cicloturistici europei ci dimostrano.

I criteri che hanno guidato l’individuazione della Rete si sono avvalsi della conoscenza dei percorsi ciclabili esistenti nel Nord Ovest e dei possibili raccordi con quelli esistenti o programmati nelle regioni e negli Stati confinanti. I tracciati hanno privilegiato i siti dotati di pregio ambientale e naturalistico, le località che custodiscono le testimonianze storiche e artistiche e anche quelle già in possesso delle strutture idonee all’accoglienza cicloturistica.

L’indagine si è confrontata con un territorio estremamente vario e articolato, un microuniverso geofisico su cui si è sedimentata nel tempo l’azione dell’uomo. Dalla cerchia imponente delle Alpi con l’infinita sequenza delle valli digradanti verso la pianura padana, alla connessione con la catena Appenninica ramificata nel sistema collinare delle Langhe e Monferrato e affacciata sul golfo Ligure, si succedono ambienti naturali, colture e insediamenti umani assai diversi e avvincente risulta il loro attraversamento nel lento e rispettoso procedere lungo un itinerario cicloturistico. Particolare importanza rivestono pertanto i percorsi prioritari che il Coordinamento Fiab del Nord Ovest intende proporre all’attenzione delle pubbliche amministrazioni. Alcuni di questi erano già stati previsti dalla rete nazionale di Bicitalia, come la Via del Po connessa da un lato alla Rete Eurovelo della Provenza, adattata all’intermodalità con la ferrovia nel tratto da Ventimiglia a Limone e legata all’andamento del grande fiume nel proseguimento verso le lagune venete.

Così la Via Pedemontana, programmata da Bicitalia ai piedi dell’arco alpino da Trieste al Lago Maggiore, e aggiornata dal nostro studio con il proseguimento piemontese attraverso i rilievi morenici del Medio Novarese, del Biellese e dell’Eporediese, l’ondulato Canavese fino alle porte di Torino, e ancora contornando l’estremo arco alpino occidentale del Pinerolese, Saluzzese, Cuneese e Monregalese, fino alla conclusione presso il Colle di Cadibona affacciato sul mare di Savona.

La Via Padana o “dei Canali”, connessa al Naviglio Grande lombardo presso il Parco del Ticino, si gioverà della utilizzazione delle alzaie lungo il Canale Cavour e rappresenterà una comoda ciclostrada pianeggiante da Milano a Chivasso e Torino.

Tra le diverse Vie dei Pellegrini, gli storici percorsi devozionali dei viaggiatori diretti a Roma, due tracciati ciclabili attraversano il territorio del Nord Ovest: dalla Valle d’Aosta e dalla Valle di Susa al Golfo dei Poeti spezzino. Nell’affascinante passaggio dall’ambiente montano alla pianura, dai morbidi rilievi appenninici alle scogliere delle Cinque Terre, garantendo continuità ai grandi percorsi europei provenienti da Oltralpe e diretti verso i porti di Genova e La Spezia e l’Italia centrale, si incontrano i riferimenti al passato storico e alla cultura religiosa, dai monumenti romani di Aosta, Susa, Libarna e Luni alle abbazie medievali di Novalesa, Sacra di San Michele, Vezzolano, Lucedio, Sezzadio, dei Fieschi, per citare solo i più conosciuti.

Lungo la Via del Mare, sulla direttrice Nord – Sud, dal Cantone Ticino svizzero alla Riviera dei Fiori, si svolge una successione sorprendente di paesaggi e di città storiche. Dai lussureggianti giardini del Verbano Cusio Ossola alle specchiature infinite del “mare a quadretti” novarese e vercellese, ai movimentati profili di colli, borghi e castelli del Monferrato e delle Langhe, attraverso le città di Novara, Vercelli, Casale, Asti, Alba, il cuore del Piemonte storico e della cultura enogastronomica. E poi le anse del Tanaro, dove una ferrovia inutilizzata da undici anni attende di essere rivitalizzata dalla trasformazione in pista ciclabile, e i boschi dell’Alta Valle fino all’orlo della regione al Colle di Nava tra i profumi della lavanda e della ginestra. E infine il tratto ligure lungo gli aerei crinali e le terrazze di ulivi del Retroterra Imperiese, verso lo spettacolo marino godibile pedalando sul sedime della ex ferrovia a ridosso delle spiagge e delle scogliere, fino alle palme e ai giardini di San Remo.

Infine intorno al capoluogo regionale, la proposta della Corona di delizie in bicicletta, un itinerario storico-turistico che collega, ad anello intorno a Torino, le principali residenze Sabaude (Stupinigi, Rivoli, Venaria, Torino, Moncalieri) e siti ambientali e storici minori (Borgaro, Rivalta, Grugliasco, Druento, S.Mauro). L’obiettivo è completare strutturalmente l’anello, utilizzare appieno le realizzazioni ciclabili recentemente completate, apporre adeguata segnaletica, sviluppare un circuito di fruizione alberghiera e di ciclonoleggio.

La segnalazione di questi percorsi prioritari, a cui sarà possibile allacciare in seguito ulteriori varianti proposte dalle amministrazioni interessate, rappresenta la richiesta di intervento più urgente da parte del nostro Comprensorio regionale. Realizzazione che costituirà un primo importante passo a favore di un’utenza sempre più vasta e determinata al miglioramento della vivibilità del nostro territorio e del nostro ambiente.

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